In questa guida parliamo di come si fanno i report con Excel. Per cominciare parliamo delle basi teoriche e tecniche della reportistica, un’introduzione necessaria che ogni professionista dovrebbe conoscere.
Come si creano i report con Excel?
Un mito da sfatare immediatamente è che con Excel si fanno i report. Excel non è uno strumento per realizzare report, Excel è un foglio di calcolo, uno strumento con cui elaborare dati e costruire tabelle e grafici che utilizziamo nei nostri report.
Attenzione, non sto dicendo che non si possa fare, Excel è uno strumento così flessibile e potente che può essere utilizzato anche per realizzare report, con pazienza, abilità ed esperienza, ma non è uno strumento concepito per i report. Per esempio Excel non gestisce bene i testi, come un wordprocessor, né elementi grafici e immagini come Powerpoint.
Cos’è un report?
Un report, in italiano relazione, è uno strumento di comunicazione usato di solito in ambito professionale, aziendale, scientifico, politico ed economico, per trasmettere informazioni, di solito i risultati di attività, previsioni, analisi e altro ancora. L’obiettivo di un report è quindi comunicare informazioni in modo efficace ed efficiente.
La forma classica di un report è quella cartacea, presentata in una cartella o rilegata, ma oggi domina il digitale, quindi un report è di solito presentato nella forma di un documento pdf, per permetterne la lettura su qualunque supporto, o talvolta come documento word, più raramente in altri formati.
Come è fatto un report
Un report può assumere forme diverse a seconda dell’ambito, dello scopo e dell’informazione da comunicare. Per esempio, un report aziendale sull’andamento della produzione sarà diverso da un report sulla fattibilità o la conduzione di un progetto, da un report previsionale in ambito economico, da un report accademico su una ricerca scientifica, da un report che presenta i risultati di uno studio statistico, eccetera.
Volendo sintetizzare e limitarci alle basi comuni, un report di solito ha questa struttura minima:
- Introduzione dell’argomento o del lavoro svolto;
- Scopo del report;
- Corpo della relazione che descrive: il lavoro svolto, strumenti, metodi, persone coinvolte, riferimenti tecnici, fonti, eccetera.
- Risultati delle attività;
- Conclusioni
Una struttura più ampia ed esplicativa è la seguente:
Copertina (eventuale) con titolo e indicazione degli autori
La copertina può essere utile in ambiti specifici o formali (es: istituzione pubblica o accademica) o solo per sottolineare l’importanza del lavoro svolto; il titolo deve essere chiaro e parlante, se non c’è una copertina è fondamentale riportare titolo in cima alla prima pagina del report; grafica e layout della copertina come dell’intera relazione sono un altro aspetto da curare con attenzione.
(eventuale) Sintesi o abstract del report
sempre presente in certi tipi di report (es: scientifico), o spesso presente in report di grandezza rilevante per offrire al lettore fin da subito una sintesi del lavoro e delle sue conclusioni; deve essere breve, massimo una pagina, meglio poche centinaia di parole, deve essere strutturata e concisa e soprattutto comprensibile.
Introduzione dell’argomento o del lavoro svolto
introduce il lavoro, gli scopi, le persone coinvolte e definisce il punto di vista da cui guardare e leggere il report; deve essere convincente, deve dare un punto di vista preciso del problema, del progetto, studio o lavoro.
Scopo del report
descrive in breve lo scopo del lavoro e della relazione, in diversi casi viene inserito prima dell’introduzione; se l’introduzione definisce il punto di vista, lo scopo definisce l’obiettivo; è consigliato scrivere lo scopo in modo diretto, sintetico e comprensibile.
(eventuale) metodo e strumenti utilizzati, fonti e riferimenti;
In molti ambiti è importante chiarire qual è stato il metodo di lavoro o di studio applicato e indicare quali sono stati gli strumenti utilizzati per la realizzazione delle attività, per il controllo e la rilevazione delle misure.
Lavoro svolto, attività, tempi e fasi
È il corpo vero e proprio della relazione, ma anche la parte letta con meno attenzione; deve comunicare in modo sintetico, ma chiaro e particolareggiato i fatti e le informazioni relative alle attività e agli eventi al centro del report.
Risultati
È la fase di presentazione dei risultati del lavoro, dell’analisi, dell’attività, del progetto, dello studio, eccetera, deve essere veritiero e preciso, è fondamentale che i risultati siano coerenti con quanto detto in precedenza; naturalmente è opportuno eliminare ogni fonte di dubbi e lacune, in quanto ridurranno la significatività del report e delle informazioni che contiene.
Osservazioni, discussione e previsioni
Le osservazioni servono a evidenziare gli aspetti più importanti o quelli meno evidenti dei risultati ottenuti, per formulare interpretazioni o previsioni.
Proposte (eventuale)
Laddove la relazione diventa fonte di miglioramento, cambiamenti, sviluppi e investimenti, questi non vengono considerati solo nelle osservazioni o citati nelle conclusioni, ma spesso confluiscono in un capitolo specifico, in cui vengono esposte le proposte di miglioramento o le richieste di modifica o prosecuzione delle attività.
Conclusioni
È la parte più letta di un report, nelle conclusioni si riassume quello che è stato illustrato in precedenza, si sottolineano o enfatizzano i risultati più significativi e le osservazioni più importanti; tutto deve essere in linea con l’obiettivo definito prima della stesura del report e con il messaggio che si vuole trasmettere.
È necessario seguire questo schema quando realizzi un report?
No, ma essendo il report uno strumento di comunicazione, affinché sia efficace ed efficiente deve rispettare le regole della comunicazione e della natura umana. È quindi implicito che si inizi da un’introduzione e dalla dichiarazione dello scopo e si finisca con le conclusioni del discorso, poi quello che ci sta in mezzo, i canali che usi e il modo con cui lo fai puoi adattarli ai tuoi scopi. Anzi non solo puoi, ma devi.
Ricorda comunque che le novità richiedono più sforzo e impegno da parte tua, per esempio per comunicare al ricevente il frame, il modo con cui interpretare il messaggio, e da parte sua per apprenderlo.
Quanto è disposto il tuo interlocutore a impegnarsi per ricevere le informazioni che gli vuoi comunicare?
Quali sono gli strumenti per fare i report?
La verità? Usa il tuo elaboratore di testi preferito o il tuo programma per le presentazioni. Se lavori con Excel non devi andare lontano: Word e Powerpoint fanno egregiamente il loro lavoro e gestiscono testi e immagini molto bene. Non solo, importano facilmente grafici e tabelle da Excel e salvano senza problemi in formato pdf.
Ed Excel?
Il nostro foglio di calcolo preferito è eccezionale nell’elaborazione dei dati e nella realizzazione di tabelle e grafici, ma può secondo te gestire in modo semplice e performante pagine di testo e immagini?
Come si scrive un report?
In primo luogo devi essere consapevole che solo una minima parte dei lettori leggerà il tuo report con attenzione dall’inizio alla fine, la realtà è che più dell’80% dei lettori leggono con attenzione solo introduzione, scopo e conclusioni, anzi la maggior parte di essi leggono solo quelle parti, soprattutto se considerano “lunga” la relazione.
Ora, il metodo più veloce ed efficace per scrivere un report è questo:
- Prima di iniziare pensa e decidi quale vuoi che sia l’obiettivo, il risultato che vuoi ottenere;
- Scrivi una bozza delle conclusioni, prima stendi i punti importanti, poi articolali;
- Ora scrivi l’introduzione e lo scopo, prima una bozza, parti sempre da una lista di punti, poi sviluppali. Adesso hai l’inizio e la fine del report.
- Infine scrivi il resto, fai sempre una lista per ogni parte e poi sviluppala, non scrivere molto, ma scrivi bene solo quello che ti serve e fallo tenendo sempre a mente il risultato che vuoi ottenere.
- Rivedi la prima stesura dall’inizio alla fine, elimina il superfluo, le zone grigie, le lacune, tutto quello che non serve e può nuocere al raggiungimento dell’obiettivo.
- Ora fai leggere la relazione a una persona fidata, non coinvolta direttamente con il report e farglielo editare. Considera con attenzione tutto quello che ti dirà o scriverà e revisiona la relazione.
Questo è l’unico metodo?
No, ne esistono altri. Quello più tradizionale è il seguente:
- scrivi la struttura del report dall’inizio alla fine come una lista di affermazioni o considerazioni,
- scrivi il report, sviluppando ogni punto fino alla fine,
- dopo minimo 24 ore rivedi la prima stesura, correggi la punteggiatura, spezza le frasi lunghe, elimina il superfluo, soprattutto avverbi e aggettivi,
- leggi la relazione ad alta voce e riscrivi ogni passaggio che hai difficoltà a pronunciare in modo scorrevole, o non “suona” chiara, diretta e comprensibile,
- fai leggere la relazione a una persona fidata, tieni in considerazione ogni suo contributo e dove necessario rivedi quello che hai scritto.
Ma ne esistono molti, ho un amico che parte disegnando una mappa mentale in cui scrive parole chiave e connessioni che poi trasferisce in testo e immagini in al massimo 5 pagine o 10 slide.
Il mio consiglio è quello di usare il metodo più giusto per te e per quello che vuoi ottenere. Sperimenta, fai esperienza, chiedi sempre opinioni e aiuto agli altri, finché non trovi il modo più efficace.
Quali sono le regole da seguire nella realizzazione del report
Quando si scrive un report è opportuno seguire alcune regole fondamentali per raggiungere il tuo obiettivo. Eccole le più importanti:
Prima di tutto scegli con cura il tuo obiettivo
se lo scopo del report come strumento di comunicazione è quello di trasmettere informazioni, l’obiettivo che vuoi raggiungere tu con il report va oltre e mira a ottenere un risultato preciso dalla comunicazione, come veder accettate le tue proposte, o veder riconosciuto il buon lavoro svolto, o la tua professionalità. Può sembrare banale, ma il risultato che vuoi ottenere è il perno di tutto. Perciò, prima di iniziare a scrivere devi chiederti: “Qual è l’obiettivo che voglio raggiungere? Qual è il messaggio che voglio trasmettere?”.
Mettiti nei panni del destinatario
Mettersi nei panni del destinatario è indispensabile per modellare la comunicazione su misura del destinatario, rendendola in questo modo più efficace ed efficiente; questo punto di vista aiuta a elaborare le informazioni, le metainformazioni, il frame in modo da renderle più comprensibili.
Sii sintetico
Il report dovrebbe comunicare le informazioni indispensabili e non di più, non dovrebbe contenere informazioni superflue, inutili, fuorvianti, che rubano attenzione dall’obiettivo del report. I report debbono mostrare i dati essenziali e spesso si preferisce utilizzare tabelle al posto di decine di righe di testo e grafici o immagini al posto delle tabelle, per facilitare e velocizzare la trasmissione e la comprensione delle informazioni importanti.
Sii preciso e accurato
Essere sintetici non significa fornire dati parziali, lacunosi, imprecisi o perfino sbagliati o falsi. Tu vorresti ricevere informazioni imprecise o sbagliate? Il report deve essere preciso e veritiero, i dati devono essere corretti, affidabili e verificabili. Se non sei sicuro dei dati non usarli o verificali, sia per una questione di immagine professionale, credibilità, o prestigio, sia perché altri potrebbero prendere decisioni sbagliate sulle informazioni che hai fornito e causare danni o costi.
Sii logico, coerente e consequenziale
Il report deve essere strutturato in modo logico e comprensibile, cioè il destinatario deve già sapere come leggere e interpretare le informazioni che sta ricevendo, o al più deve essere informato in modo preciso e chiaro su come farlo. Non devono esserci ostacoli di nessun tipo alla ricezione e alla comprensione delle informazioni. Il lettore deve poter seguire il filo del discorso o del racconto senza dubbi o problemi e non deve trovare incoerenze o lacune che ostacolerebbero il suo cammino fino alle conclusioni.
Consigli utili
Inoltre ci sono buoni consigli che vale la pensa considerare quando si realizza un report:
Prima di scrivere fai un elenco
Prima di iniziare a scrivere il report o una parte di esso, pianifica quello che scriverai con una semplice lista, una scaletta ordinata nel modo corretto. Questo piccolo suggerimento può farti risparmiare molto tempo e farti scoprire velocemente punti deboli e aspetti da verificare.
Scegli titoli efficaci
Dove puoi scegli titoli efficaci, parlanti ed evocativi, ma sii chiaro e non usare giochi di parole. Il consiglio è decidere i titoli a lavoro quasi ultimato, quando hai una visione chiara del report.
Formatta il testo nel modo più opportuno
Rendi il più leggibile possibile il testo attraverso la formattazione: dividi il testo in paragrafi brevi, evidenza parole chiave, usa font adeguati e leggibili, differenzia i titoli, inserisci spazio tra i capitoli e i paragrafi, inserisci i numeri delle pagine, usa liste numerate per gli elenchi, eccetera, ma non esagerare o potresti rischiare di ottenere l’effetto contrario.
Sii chiaro e concreto
Ognuno di noi ha il suo stile comunicativo, ma nella realizzazione dei report come di ogni altro strumento comunicativo premia la chiarezza e la concretezza. Ricorda sempre che il lettore sta dedicando tempo alla tua relazione e perché tu possa raggiungere il tuo obiettivo l’esperienza deve essere la migliore possibile. Quindi usa un linguaggio comprensibile a tutti i destinatari, evita gerghi se non è richiesto dal contesto o il lettore non lo comprende, e via dicendo.
Usa immagini
Per nostra natura un’immagine trasmette un messaggio più velocemente e meglio di mille parole, quindi se il contesto lo permette non esitare a immagini con significati chiari e precisi.
Usa grafici e tabelle
Analogamente se devi presentare dati numerici o statistici, non esitare a usare grafici in modo da renderli più facilmente comprensibili. Se hai molti dati da presentare usa tabelle ben leggibili e formattate.
Usa fonti autorevoli e affidabili
Dove citi informazioni, lavori e risultati altrui, è importante scegliere fonti affidabili e autorevoli, che siano colleghi che ci hanno preceduto, fonti bibliografiche, o figure autorevoli riconosciute. E naturalmente le devi citare proprio perché daranno autorevolezza la tuo lavoro.
Rileggi e revisiona con cura il report
La prima stesura non è mai un lavoro finito. Ci sono sempre degli errori o quantomeno c’è sempre qualcosa da migliorare. Quindi se hai tempo lascia raffreddare il testo, poi rileggilo con calma, controlla la correttezza di contenuti, punteggiatura e sintassi. Elimina tutto il superfluo, sintetizza, se necessario riscrivi frasi o interi paragrafi. Dedica tempo e attenzione e otterrai i risultati attesi.
Ed Excel?
So cosa ti stai chiedendo: cosa centra tutto questo con Excel?
Ho fatto questo ripasso delle basi della reportistica per offrirti una prospettiva più ampia. Quando parliamo di reportistica, Excel ha un ruolo di primo piano, ma come dicevo all’inizio i report non si fanno con Excel, con le dovute eccezioni, e non iniziano con Excel.
Un report è uno strumento di comunicazione, con un obiettivo, struttura, regole e via dicendo che vengono prima del foglio di calcolo. Non si parte da Excel per realizzare il report, ma si parte dal report e poi si decide cosa fare con Excel.
Quindi?
Quindi di solito con Excel si analizzano i dati per ottenere dei risultati che si visualizzano come grafici e tabelle. A seconda dell’obiettivo, del tipo di report, della forma e dello strumento scelto, grafici e tabelle vengono copiati/esportati dentro word o in una o più slide di Powerpoint.
Di solito. Ma ci sono casi in cui i report vengono realizzati su Excel?
I report su Excel
Quando si fanno i report con Excel?
Quando grafici e tabelle comunicano tutte le informazioni importanti e il poco testo necessario per accompagnarli può essere integrato nei grafici o nelle pagine di Excel.
Esempi classici di report su Excel sono alcuni report aziendali, per esempio i report periodici della produzione e della qualità, che mostrano gli andamenti degli indicatori (es: produttività e rese). Essendo ripetuti nel tempo la parte discorsiva non viene ripetuta e la comunicazione delle informazioni viene lasciata principalmente ai grafici.
Le eventuali osservazioni e le conclusioni vengono integrate nelle pagine Excel o inserite nel testo della mail con cui viene inviato il report. Una soluzione alternativa è quella di inviare due documenti: il foglio Excel con grafici e tabelle dei risultati e un pdf con una sintesi di conclusioni, osservazioni e proposte.
Altri casi di report gestiti prevalentemente su foglio Excel riguarda l’ambito economico e finanziario. Conoscenti mi confermano che nonostante i nuovi strumenti a loro disposizione, Excel viene ancora usato, anche per la reportistica.

Come si crea un report Pdf da Excel
Vuoi trasformare in un clic più fogli di un file Excel in un unico report pdf?
Excel offre già i strumenti per creare un pdf: salva come PDF, o la stampante virtuale, ma creare un pdf mutipagina richiede diverse attività e il tempo necessario.
Con poche righe di VBA è possibile farlo con un clic.
Non solo possiamo selezionare in automatico più fogli da unire nel tuo Pdf, ma possiamo chiedere all’utente dove salvare il file e quale nome dargli tramite una finestra di Excel, gestire un cambiamento di idea dell’utente, mantenere il focus sul foglio di partenza e dare una conferma al termine.
Come si crea un report pdf da Excel senza Vba
È possibile fare tutto questo senza macro?
Certo, il pdf si può creare eseguendo le attività necessarie in questo modo:
- prima selezioni i fogli da integrare nel pdf, cliccando con il pulsante sinistro del mouse sulle linguette dei nomi dei fogli, in basso, tenendo premuto il tasto Ctrl per aggiungere via via i fogli alla selezione; puoi anche usare il tasto Maiuscolo, per selezionare tutti i fogli tra quello selezionato e quello cliccato;
- poi salvi il pdf, o tramite il comando Salva con nome che trovi nella scheda File della barra multifunzione, poi scegliendo come formato del salvataggio il pdf; in alternativa puoi usare il comando Stampa e impostare come stampante di destinazione la stampante “Microsoft Print to PDF”.
Perché usare l’automazione?
Perché per fare quanto appena spiegato di solito ci mettiamo decine di secondi, non così tanto in fondo, ma con la macro il tempo necessario è quello di un clic o poco più. Inoltre con la macro ottieni il pdf sempre uguale e senza errori.
Logica della macro
La macro è composta dal codice necessario per:
- selezionare più fogli da unire in un Pdf,
- richiamare la finestra di salvataggio all’utente per scegliere la cartella di destinazione e inserire il nome del file;
- se necessario gestire l’annullamento da parte dell’utente;
- esportare i fogli in un Pdf;
- ritornare alla pagina da cui è stata lanciata la macro;
- mostrare un messaggio di conferma alla fine.
I passaggi della macro sono:
- memorizzare il foglio attivo per tornare a quello dopo l’export;
- selezionare l’insieme di fogli da includere nel report usando un Array con i nomi dei fogli;
- richiamare la finestra di salvataggio usando il metodo “GetSaveAsFilename” per permettere all’utente di scegliere percorso e nome del PDF;
- se l’utente annulla, interrompere la macro senza errori;
- creare il pdf usando il metodo “ExportAsFixedFormat”;
- ritornare al foglio di partenza;
- e mostrare un messaggio di conferma.
Il codice della macro vba
Il codice è questo:
Sub ReportPDF()
Dim PaginaIniziale As String
Dim NomeFile As Variant
‘ Salva il nome del foglio da cui viene lanciata la macro
PaginaIniziale = ActiveSheet.Name
‘ Seleziona i fogli da includere nel PDF (modifica i nomi)
Worksheets(Array(“Foglio1”, “Foglio2”, “Foglio3”)).Select
‘ Richiama la finestra Salva per ottenere percorso e nome del Pdf
NomeFile = Application.GetSaveAsFilename( _
InitialFileName:=”Report ” & Format(Date, “yyyy-mm-dd”), _
FileFilter:=”PDF (*.pdf), *.pdf”, _
Title:=”Salva PDF”)
‘ Se l’utente chiude la finestra o preme Annulla, GetSaveAsFilename restituisce False
If NomeFile = False Then
Worksheets(PaginaIniziale).Select
Exit Sub
End If
‘ Esporta le pagine selezionate in PDF
ActiveSheet.ExportAsFixedFormat Type:=xlTypePDF, _
Filename:=NomeFile, _
OpenAfterPublish:=True
‘ Torna al foglio di partenza
Worksheets(PaginaIniziale).Select
‘ Messaggio di conferma
MsgBox “PDF CREATO”, vbOkOnly, “”
End Sub
Come usare il codice
Come devi usare il codice precedente?
In questo modo:
- apri il file excel in cui vuoi aggiungere il codice;
- se necessario salva il file in formato xlsm, il formato previsto per gestire l’automazione aggiunta;
- premi Alt+F11 per aprire l’Editor VBA;
- se necessario aggiungi un nuovo modulo standard, cliccando prima sul menù “inserisci” e poi sul comando “modulo”;
- torna qui e copia il codice;
- torna all’editor e incolla il codice nel modulo bianco o sotto alle altre macro;
- sostituisci i nomi dei fogli nell’Array con quello della tua cartella di lavoro.
- prova il codice o direttamente dall’editor o usando la finestra “macro” che puoi richiamare premendo Alt+F8
Spiegazione dei passaggi più complessi
I passaggi più complessi del codice sono:
- Worksheets(Array(…)).Select: seleziona contemporaneamente i fogli indicati. È l’equivalente di tenere premuto CTRL e cliccare i tab.
- Application.GetSaveAsFilename: apre la finestra per scegliere percorso e nome. Restituisce False se l’utente annulla: perciò è fondamentale controllare questo caso.
- ActiveSheet.ExportAsFixedFormat Type:=xlTypePDF: metodo che crea il PDF. Tra i parametri utili: Filename (percorso completo) e OpenAfterPublish (True per aprire il PDF automaticamente).
- Ripristino del focus al foglio iniziale: dopo l’esportazione riportiamo il focus sul foglio da cui è stata lanciata la macro, per non disorientare l’utente.
Predisponi le pagine per la stampa
Una cosa che finora ho sottinteso è che per ottenere un report ben fatto, una delle premesse fondamentali è che i fogli selezionati devono essere preimpostate per la stampa.
Questo significa impostare l’area di stampa e gli eventuali titoli da ripetere in alto, oltre che impostare margini e scala della stampa, per esempio tramite l’anteprima di stampa.
Se i fogli non sono vengono predisposti per la stampa, il report probabilmente non apparirà ordinato come dovrebbe e mostrerà pagine aggiuntive indesiderate.
Ti invito a leggere questa guida per approfondire l’argomento.
Consigli pratici e varianti
- Se alcuni fogli sono nascosti, non è possibile selezionarli direttamente: prima rendili visibili (Sheets(“Nome”).Visible = True).
- Ricorda che per evitare sovrascritture non desiderate, nel nome del file è opportuno includere la data.
- Il messaggio di conferma non è necessario, visto che il file pdf viene aperto e mostrato in evidenza. Se vuoi puoi rimuoverlo o sospenderlo con qualche apostrofo.
- Se non vuoi che il pdf si apra automaticamente, imposta OpenAfterPublish:=False e usa un MsgBox per confermare il successo.
- Se il tuo report cambia spesso, invece di inserire i nomi fissi nel codice, considera la possibilità di generare dinamicamente l’Array leggendo il contenuto di una lista in un foglio dedicato che l’utente può modificare quando serve.
Possibili ulteriori miglioramenti del codice vba
Se vuoi puoi migliorare la macro in diversi modi. Per esempio per:
- leggere la lista dei fogli da trasformare in pdf da un elenco personalizzabile dall’utente,
- registrare i pdf creati in una tabella predisposta in un foglio nascosto,
- allegare il pdf a una mail, anche precompilata,
- o anche inviarla in automatico a destinatari predefiniti.
Con poche righe di VBA ottieni un processo ripetibile, veloce e meno soggetto a errori rispetto alla procedura manuale. È un’ottima automazione da introdurre quando devi consegnare report PDF multipagina con frequenza.
Conclusioni
I report sono strumenti per la comunicazione di informazioni. Oggi sono prevalentemente presentati come documenti di testo in formato digitale (es: pdf) corredati di grafici e immagini. Sono documenti strutturati e pensati per raggiungere obiettivi precisi. Sono di solito realizzati tramite wordprocessor o programmi di presentazione in grado di gestire facilmente testo, layout e immagini.
Quello che è importante sottolineare è che i report realizzati prevalentemente su Excel sono l’eccezione, riguardano ambiti e condizioni particolari. Quando si parla di report con Excel di solito si intende la realizzazione di grafici e tabelle per la visualizzazione dei risultati ottenuti dall’elaborazione dei dati.
Se stai iniziando con il VBA, ti invito a leggere questa guida e questa guida, e guardare questa playlist e quest’altra che trovi sul mio canale youtube.
Se vuoi imparare a usare al meglio il registratore di macro, ti invito a iscriverti a questo piccolo corso.
Se invece vuoi imparare ad automatizzare i tuoi fogli excel, questo corso ti insegna a farlo.
Se vuoi approfondire gli strumenti con cui possiamo elaborare i dati e visualizzarli ti invito a leggere le guide di Excel Professionale.
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